Feldenkrais Academy

La prima online in Italia

Lezione speciale - governare il caos - la mano a medusa


Le vostre domande post-corso 

Se dovessi trovarmi in una situazione di stress dovrei provare a muovere le mani a medusa ?

Dipende. In una situazione di stress, il nostro picco di energia ci chiama all'azione. Dobbiamo dissipare quell'energia, per esempio, se siamo nella stazione della metro e ci viene chiesto di evacuare la stazione, dobbiamo metterci a camminare verso l'uscita con una certa prontezza. Stare lì con la mano a medusa non ci servirà a molto, anzi, potrebbe essere dannoso.
Ma... se siamo nella sala d'attesa del dentista e il rumore lontano del trapano e l'odore di disinfettante ci stanno creando un picco di attivazione ma... non possiamo scappare (siamo dal dentista per stare meglio dopo), allora fare piccoli movimenti della mano a medusa potrebbe aiutarci a rendere quel picco di energia sopportabile per il tempo necessario alle cure.

Potrebbe essere, però, che la mano a medusa dal dentista non funziona per voi e che ci siano altre pratiche da provare e da esplorare.

 

Avrei voluto un approfondimento maggiore su come "allenare" il vago

Il vago si allena, come giustamente fatto notare in questa domanda, con esercizi e pratiche. Alcune di queste pratiche sono per esempio, l'orientamento verso l'interno (lo facciamo prima di ogni lezione di feldenkrais) o l'orientamento verso l'esterno.

Altri esercizi possono comprendere l'utilizzo di suoni, vibrazioni, movimenti ritmici.
Come ogni programma di allenamento che si rispetti, c'è uno sforzo iniziale maggiore e poi, quando le cose vanno a regime, il bisogno di ricorrere a delle pratiche diventa più saltuario.

 

Mi è mancato il collegamento tra teoria e pratica

La lezione pratica è solo un esempio di come certi esercizi possono attivare il "freno del vago", cioè stimolare il nostro sistema autonomo per entrare in quello stato di quiete, riposo, rigenerazione, connessione con gli altri che ci rende umani.

La parte teorica serve a comprendere che certi modi di essere e sentirci sono naturali e istintivi, non possono essere né cancellati né repressi. 
Possono però essere regolati per consentirci una migliore qualità della vita e un miglior rapporto con l'ambiente esterno (persone, animali, situazioni).

 

Sono un'allieva difficile, non riesco a percepire

Non esistono allievi difficili. Alcune persone hanno bisogno di più tempo di altre per "allenare" la capacità di sentire e percepire.
Significa probabilmente che nella vostra vita vi siete dedicati ad altro e siete diventati bravi in altre cose.
Se ogni tanto si percepiscono piccole differenze tra il prima e il dopo significa che la capacità esiste e non è intaccata (d'altronde lo è solo in caso di serie malattie neurologiche), si tratta solo di allenarla con le giuste dosi e con le modalità giuste. 
Le pratiche che prevedono piccoli movimenti o vibrazioni sono probabilmente più adatte in questi casi (ma non è detto, bisogna provare e vedere)

 

Lezione pratica - mano a medusa

Esercizio di modulazione e stimolazione del sistema del nervo vago attraverso piccoli, lenti e ritmici movimenti della mano.


E' possibile adattare questa pratica al tempo che si ha a disposizione. 
E' consigliabile utilizzarla ogni volta che si sente il bisogno di una pausa, di un rallentamento, di riprendere tranquillità e controllo di noi.
La minima durata efficace è soggettiva e può variare a seconda della situazione emotiva in cui ci troviamo.

Teoria

Libri per tutti 

Difficile suggerire un libro. Negli ultimi venti'anni ne sono usciti tanti su questi argomenti.


Robert Salposky, Gabor Matè, Bessel Van der Kolk e il mio amatissimo Peter Levine sono gli autori più "autorevoli" nel campo.


Come tutti i libri di autori statunitensi hanno spesso la struttura dei "casi studio", quindi aspettatevi di leggere storie di persone con storie difficili, che a volte ce l'hanno fatta, a volte no. 

Come tutti i libri di divulgatori, devono portare acqua al loro mulino, le loro tesi sono molto interessanti ma vanno pur prese "cum grano salis" e non come verità dogmatiche.


Robert Salposky, Perché alle zebre non viene l'ulcera,

è un librone alto che contiene - tra le altre cose - pagine dettagliate sul funzionamento ormonale spiegate in maniera semplice, se volete capirlo una volta per tutte fa al caso vostro.


Gabor Matè, Quando il corpo dice no, autore e divulgatore affascinante 


Bessel Van Der Kolk, Il corpo accusa il colpo, psichiatra e ricercatore 


e infine, 


Peter Levine, Traumi e shock emotivi, un titolo tristissimo che non rende giustizia all'originale "waking the tiger", svegliare la tigre.  
Per andare alla radici del trauma e della guarigione, svegliando la tigre, appunto.

Peter Levine (un lungo curriculum di qualifiche) è l'ideatore di Somatic Experiencing un metodo di ri-negoziazione del trauma basato sulla fisiologia sul quale sono basati i concetti base della lezione e sui cui è basato il corso in partenza: governare il caos.

Se hai intenzione di frequentare il corso, ti consiglio di lasciare le letture per la fine del corso per evitare un sovraccarico di informazioni.


Dr. Caterina Marzoli | Fisioterapista | Insegnante Feldenkrais® | Operatore Somatic Experiencing® | P. Iva 13160531003 | 
iscritta al n. 7863 dell'albo della professione sanitaria di Fisioterapista, presso l'OFI di MI, CO, CR, LC, LO, MB, SO, VA. Sede fiscale: via Giovanni Paisiello 22, Milano

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